• The Inner Planets of our Solar System

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In the early 1600s, Johannes Kepler discovered that both Mercury and Venus would transit the sun in 1631. It was fortunate timing: The telescope had been invented just 23 years earlier and the transits wouldn’t happen in the same year again until 13425. Kepler didn’t survive to see the transits, but French astronomer Pierre Gassendi became the first person to see the transit of Mercury (the transit of Venus wasn’t visible from Europe), (L. TavernierJPL/NASA). It was soon understood that transits could be used as an opportunity to measure the apparent diameter – how large a planet appears from Earth – with great accuracy. In 1677, Edmond Halley observed the transit of Mercury and realized that the parallax shift of the planet – the variation in Mercury’s apparent position against the disk of the Sun as seen by observers at distant points on Earth – could be used to accurately measure the distance between the Sun and Earth, which wasn’t known at the time. Today, radar is used to measure the distance between Earth and the Sun with greater precision than can be found using transit observations, but the transit of Mercury still provides scientists with opportunities for scientific investigation in two important areas: exospheres and exoplanets (L. Tavernier – JPL/NASA). The picture shows the transit of Venus – occurred in 2012 – and the transit of Mercury – from 2016. The first was observed from Kailua-Kona in Hawaii and the second from the Italian west coast, in Livorno. Both the photos were recorded with the same telescope and almost in the same sky-condition. It is pretty amazing see the different angular size which can be spotted from planet Earth.

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 IT version – Agli inizi del 1600, Johannes Kepler scoprì che entrambi il pianeta Mercurio e Venere sarebbero transitati sul disco solare nel 1631. Fu una circostanza fortunata. Il telescopio fu inventato 23 anni prima ed un simile transito planetario non si sarebbe verificato sino al 13425. Kepler non sopravvisse sino al transito predetto, ma l’astronomo francese Pierre Gassendi fu il primo ad osservare il transito di Mercurio (il transito di Venere non fu visibile dall’Europa). Fu presto capito come i transiti possano essere un’importante opportunità per misurare il diametro apparente – quanto grande appare un pianeta dalla Terra – con grande accuratezza. Nel 1677, Edmond Halley osservò il transito di Mercurio e realizzò che la differenza di parallasse del pianeta – la variazione di posizione apparente di Mercurio sul disco solare registrata da osservatori lontani l’uno dall’altro sulla Terra – può essere utilizzata per calcolare la distanza della Terra dal Sole, ignota a quei tempi. Oggi, per misurare la distanza tra Terra e Sole vengono impiegati sistemi radar, molto più accurati dell’impiego dei transiti planetari. Tuttavia, il transito di Mercurio offre ancora la possibilità di indagare due campi molto importanti: le esosfere e gli esopianeti (L. Tavernier – JPL/NASA). L’immagine mostra il transito di Venere – verificatosi nel 2012 – ed il transito di Mercurio del 2016. Il primo è stato osservato da Kailua-Kona delle isole Hawaii ed il secondo dalla costa ovest italiana, a Livorno. Entrambe le immagini sono state registrate utilizzando lo stesso telescopio e per lo più nelle stesse condizioni di cielo. E’ davvero incredibile notare la differenza angolare dei due pianeti, osservabile dalla Terra.

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